Recuperare i ruderi abbandonati: ecco i progetti

    Una abitazione su dieci in Italia risulta non utilizzata. Non solo case, ma anche ospedali, caserme, cascine, centrali elettriche, teatri. Beni di grande valore immobiliare lasciati al degrado e dimenticati che l’associazione di consumatori Cittadinanzattiva ha deciso di recuperare attraverso la creazione di una rete di buone pratiche per il riutilizzo delle aree abbandonate. L’elenco di immobili disponibili è lungo: in tutta Italia sono 1700 le stazioni ferroviarie senza personale; solo in Veneto i capannoni industriali sfitti sono circa il 20% del totale; a Milano e Provincia l’11% degli uffici sono vuoti per una superficie complessiva di 1,3 milioni di metri quadrati.

    I 37 progetti di riconversione già portati a termine e di maggior successo sono stati descritti nel dossier “Disponibile!” a cura di Adriano Paolella che indica anche quali passaggi istituzionali ed amministrativi possono agevolare il riuso civico degli spazi urbani. Ad esempio, a settembre 2010 a Torino è stata inaugurata la Casa del Quartiere di San Salvario dove prima sorgevano in stato di totale abbandono i vecchi bagni municipali. Ristrutturato grazie a fondi pubblici e privati, oggi è uno spazio multiculturale, aperto e partecipato che produce il 75% delle risorse necessarie al suo sostentamento e che ospita laboratori, attività culturali e ricreative per tutta la popolazione.

    L’associazione Greenways invece si occupa di recuperare le reti ferroviarie abbandonate e di organizzare itinerari cicloturistici e naturalistici di scoperta del territorio. Sono già 700 i kilometri di rotaie riutilizzati, su un totale disponibile di oltre 8000, ed altri 500 sono in fase di progettazione. Tra i percorsi più conosciuti, il Parco Costiero del Ponente Ligure, la Lunga Via delle Dolomiti e il sentiero della ex-ferrovia Spoleto-Norcia. A Ferrara un gruppo di cittadini ha preso in gestione una ex caserma dei vigili del Fuoco che la Provincia non riusciva a vendere. Oggi lo Spazio Grisù ospita associazioni artistiche e culturali che hanno riportato in vita uno spazio altrimenti destinato all’abbandono.

    Per aiutare le buone idee a prendere corpo, nonostante gli ostacoli della burocrazia, Cittadinanzattiva ha anche proposto al Governo un emendamento al decreto Sblocca Italia che è stato approvato e che estende la possibilità per i cittadini di proporre all’ente comunale di appartenenza progetti di manutenzione e recupero per il beneficio dell’intera comunità. Il consumo del suolo, d’altronde, è un problema in cima non solo all’agenda italiana, ma anche a quella dell’Unione Europea che si è posta l’obiettivo di eliminarlo entro il 2050.

     

     

    7 ottobre 2015

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