Il permesso di costruire: cos’è e come richiederlo

    Il permesso di costruire è un titolo autorizzativo rilasciato col fine di consentire l’avvio d’interventi di trasformazione urbanistica del territorio. Si tratta di un provvedimento amministrativo, emesso dal comune nel quale si intendono svolgere i lavori edilizi, che consente la realizzazione dei principali interventi di trasformazione urbanistica e edilizia del territorio. Ogni comune possiede uno “sportello unico per l’edilizia” al quale occorre rivolgersi se si è intenzionati ad avviare un cantiere per costruire. È proprio questo sportello che esamina la correttezza delle richieste, ne accerta il rispetto dei requisiti legali e provvede a rilasciare informazioni a chi intende svolgere i lavori.

    Quando si presenta la domanda per il rilascio del permesso di costruire, l’ufficio competente la esamina e valuta la conformità della richiesta rispetto alle politiche urbanistiche pianificate dal Comune. Se la richiesta viene ritenuta idonea, allora il permesso viene rilasciato e da quel momento sarà possibile procedere con l’avvio in concreto dei lavori.

    Il permesso di costruire: quando è necessario?

    Dopo aver analizzato i dati dell’Istat riferiti agli aumentati permessi di costruire nel II semestre 2016 vediamo assieme i casi in cui è necessario il rilascio del Permesso di Costruire secondo l’art. 10 del Testo unico sull’edilizia (DPR 6/6/2001 n. 380).

    1) interventi di nuova costruzione, tra i quali troviamo:

    • costruzione di manufatti edilizi fuori terra o interrati
    • interventi di urbanizzazione primaria e secondaria realizzati da soggetti diversi dal Comune
    • realizzazione di infrastrutture e di impianti che comporti la trasformazione in via permanente di suolo inedificato
    • installazione di torri e tralicci per impianti radio-ricetrasmittenti e di ripetitori per i servizi di telecomunicazione
    • installazione di manufatti leggeri anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili
    • interventi pertinenziali che le norme tecniche degli strumenti urbanistici, in relazione alla zonizzazione e al pregio ambientale e paesaggistico delle aree, qualifichino come interventi di nuova costruzione, ovvero che comportino la realizzazione di un volume superiore al 20% del volume dell’edificio principale
    • realizzazione di depositi di merci o di materiali
    • realizzazione di impianti per attività produttive all’aperto ove comportino l’esecuzione di lavori cui consegua la trasformazione permanente del suolo inedificato

    2) interventi di ristrutturazione urbanistica

    3) interventi di ristrutturazione edilizia che comportino aumento di unità immobiliari, modifiche del volume, della sagoma, dei prospetti o delle superfici, ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportino mutamenti della destinazione d’uso

    Cosa succede se non si ottiene il permesso di costruire?

    Se si avviano dei cantieri edili o dei lavori di ristrutturazioni senza aver prima ottenuto il permesso di costruire, le conseguenze possono essere davvero pesanti. Gli interventi per i quali si richiede il permesso sono di una certa consistenza come, ad esempio, costruzioni da zero o ristrutturazioni che mutano la volumetria dell’edificio.

    Qualora si proceda senza autorizzazione, sono previste sanzioni amministrative che generalmente prevedono l’obbligo di rimozione o demolizione in capo al proprietario dell’immobile, e in casi estremi l’acquisizione di diritto del bene nel patrimonio del comune. Per le violazioni più gravi, sono inoltre previste anche sanzioni pecuniarie di natura penale.

    L’edilizia residenziale si risveglia

    Il 2017 potrebbe essere l’anno della ripresa per l’edilizia. A far ben sperare sono i segnali positivi che arrivano dalle ultime stime Istat, che nel secondo semestre del 2016 hanno registrato un aumento in doppia cifra dei permessi per costruire da parte delle amministrazioni pubbliche sul territorio italiano.

    Il numero di nuovi fabbricati ad uso residenziale ha superato la soglia delle 10 mila unità nel terzo trimestre 2016 e ha sfiorato quasi le 12 mila nel quarto. Si tratta di un quadro raffigurante una tendenza positiva, con la ripresa di un comparto, quello edilizio, che negli ultimi anni ha risentito pesantemente della crisi.

    Nel secondo semestre del 2016 si è registrato un notevole aumento (+10,6%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente con 10.578 abitazioni nel terzo trimestre 2016 e 11.915 nel quarto. Per quanto riguarda il miglioramento semestrale in termini di superficie utile abitabile l’Istat ha segnalato un+11,0%; l’edilizia non residenziale ha mostrato, invece, una lieve riduzione dello 0,7%.

    Se l’edilizia non residenziale ha rallentato di poco, continua invece la tendenza positiva per le abitazioni sorte grazie ai nuovi cantieri, iniziata nel secondo trimestre 2016. Si è registrata, infatti, una crescita del 3,3% nel terzo trimestre 2016, che ha accelerato al 18,1% nel quarto, valore più elevato degli ultimi dieci anni. Questo dato importante certifica come si siano avviati più cantieri e vengano progressivamente costruite più abitazioni.

    Cresce la superficie abitabile

    Anche la superficie utile abitabile aumenta: nel terzo trimestre 2016 si è registrato un +3,2%(con il valore di 939.496 mq) e un +18,9% nel quarto (con il valore di 1.070.568 mq). Nel 2016, dopo la fase di forte espansione rilevata in media nel 2015, l’edilizia non residenziale torna ad essere caratterizzata in generale da una contrazione, ad eccezione del terzo trimestre 2016 in cui si ha un aumento tendenziale dell’1,7% con un valore pari a 1.983.991 mq. Il quarto trimestre chiude l’anno 2016 con una diminuzione del 2,9% e un valore di 2.189.482 mq.

    26 novembre 2017

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