Superbonus 110%: le novità sul Decreto Semplificazioni

31.05.2021

Confermate le novità annunciate nelle scorse settimane in relazione al Superbonus 110%: lo snellimento delle procedure e dei requisiti per accedervi sono stati infatti approvati nel decreto Semplificazioni in via definitiva nella serata di venerdì 28 maggio. Quai sono le principali? Sicuramente la probabile estensione dell’agevolazione a un più ampio bacino di beneficiari, tra cui ospedali, case di cura, ospizi e caserme, oltre all’abolizione dell’attestazione dello stato di legittimità per far partire i lavori.

L’obiettivo di questi interventi? Spianare la strada al Superbonus 110%, finora rallentato da requisiti d’accesso molto stringenti: basti pensare che dei 18 miliardi stanziati per l’incentivo ad oggi ne sono stati erogati solo 2.

Grazie alle semplificazioni sull’agevolazione si creeranno certamente più occasioni da sfruttare per intervenire sul deprezzamento degli immobili più datati, che potrebbero riconquistare terreno sul mercato immobiliare in prospettiva di vendita, grazie a una ristrutturazione in ottica di efficientamento energetico.

Ma andiamo con ordine: vediamo gli ostacoli più frequenti all’avvio dei lavori e le semplificazioni proposte.

Partiamo dal principio: il Superbonus 110% è un’agevolazione dalla grande portata potenziale, in quanto permette di eseguire lavori di efficientamento conseguendo grande risparmio in termini economici.
Prima del decreto appena approvato, le barriere all’accesso erano però numerose. Dagli adempimenti rigorosi all’iter burocratico lungo e complesso: sono state diverse le questioni che hanno portato a un certo scoraggiamento collettivo, rallentando o addirittura bloccando i lavori.

È quanto ha confermato anche un recente sondaggio svolto da Edilportale sulle complicazioni incontrate in questi primi dieci mesi di vigenza della detrazione, da cui emerge una certa discrepanza tra la numerosità delle richieste e l’avvio effettivo dei cantieri. In particolare, ciò che ha principalmente bloccato in partenza i lavori sono stati la non conformità degli immobili, il timore dei controlli dell’Agenzia delle Entrate e la mancanza dei requisiti soggettivi. Ma anche per i lavori avviati la strada non è di certo stata in discesa: le tempistiche ristrette e la normativa poco chiara hanno spesso rallentato la prosecuzione degli interventi.

A fronte di ciò, il nuovo decreto Semplificazioni ha il compito di rendere più facili non solo il Superbonus 110%, ma tutte quelle pratiche che nel corso degli anni sono risultate sempre più difficili, con un aggravio di tempi, burocrazia e costi per i contribuenti.

Tra i principali cambiamenti approvati con il decreto Semplificazioni, l’estensione dell’agevolazione a nuovi soggetti beneficiari, tra cui caserme, case di cura, ospedali, poliambulatori, ospizi e collegi. Escluse, invece, per ora, le strutture alberghiere, inizialmente inserite nella bozza del decreto.

Importanti sono le novità sull’attestazione dello Stato legittimo dei lavori (anche detta “doppia conformità”) per l’apertura dei cantieri: gli interventi rientranti nel Superbonus 110% saranno considerati manutenzioni straordinarie e verranno assimilati alle procedure richieste per gli altri Bonus Casa. Questo significa che i lavori potranno iniziare inviando solo la CILA (comunicazione di inizio lavori asseverata), con la sola eccezione di quelli relativi a demolizione e ricostruzione. Un cambiamento molto importante al fine di dare una spinta all’effettivo avvio dei cantieri: abolendo questo step, le pratiche potranno essere aperte risparmiando circa 3 mesi, tempo solitamente necessario per accedere alla documentazione edilizia dei Comuni per le verifiche fino a oggi richieste su ogni immobile oggetto di lavori.

A concludere la panoramica sulle semplificazioni relative al Superbonus, è arrivato proprio in questi giorni, un chiarimento dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI), che omogeneizza in toto l’aspetto della conformità urbanistica richiesta per i lavori agevolati con il Superbonus 110% nei condomini. Se un passo avanti in questo senso era stato fatto qualche tempo fa, quando era stato chiarito che per essere idonei al bonus solo le parti comuni dei condomini dovessero essere conformi, ora viene stabilito il medesimo requisito anche per ottenere il relativo Credito d’imposta presso gli Istituti di Credito. Per fruire del bonus in questa modalità, dunque, basterà presentare agli sportelli un’asseverazione di un tecnico abilitato che certifichi la sola conformità urbanistica delle parti comuni dell’edificio.

È chiaro l’intento del Governo di accelerare l’iter permettendo una maggiore adesione al Superbonus 110%: una detrazione importante per migliorare l’efficientamento energetico del proprio immobile, contribuire alla sostenibilità ambientale, contrastare la crisi del settore edilizio e immobiliare, fornendo un’occasione conveniente per valorizzare immobili datati da destinare poi alla vendita.

Vendi casa, con le carte in regola.